IL GLUTINE IN ETICHETTA: “PUO’ CONTENERE TRACCE DI…..”

Con questo articolo vorrei aiutarvi a fare un pochino di chiarezza e a capire le informazioni che troviamo in etichetta sulla presenza di glutine nell’alimento.

Infatti leggendo molti post su Facebook e altri social mi sono resa conto di quanta confusione c’è ancora sulle informazioni che le etichette alimentari ci forniscono.

In particolare per quanto riguarda il glutine, come a me, anche a molti di voi sarà capitato di leggere la famigerata frase “può contenere tracce di glutine” su prodotti che fino ad oggi avevate consumato in tutta tranquillità. E allora panico…cosa devo fare? Posso mangiarlo oppure no?

La normativa riguardante l’etichettatura è trattata attraverso:

REGOLAMENTO (UE) N. 828/2014 del 30 luglio 2014 relativo alle prescrizioni riguardanti l’informazione dei consumatori sull’assenza di glutine o sulla sua presenza in misura ridotta negli alimenti che stabilisce:

  1. Le diciture consentite per informare i consumatori sulla presenza di glutine negli alimenti sono:“Con contenuto di glutine molto basso “ – se l’alimento contiene glutine in quantità inferiore ai 100ppm (100mg/kg)
  2. “Senza glutine” – se l’alimento contiene glutine in quantità inferiore ai 20ppm (20mg/kg)
  3. Queste frasi possono essere accompagnate da altre due diciture che sono:“specificatamente formulato per persone intolleranti al glutine/celiaci”
  4. Utilizzabili solo ed esclusivamente abbinate alle precedenti.
  5. “adatto a persone intolleranti al glutine/celiaci”

REGOLAMENTO (UE) N. 1169/2011 del 25 ottobre 2011 relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori che stabilisce:

  1. l’elenco delle informazioni obbligatorie da mettere in etichetta che sono: la denominazione dell’alimento;  l’elenco degli ingredienti; qualsiasi ingrediente o coadiuvante tecnologico che provochi allergie o intolleranze usato nella fabbricazione o nella preparazione di un alimento e ancora presente nel prodotto finito, anche se in forma alterata; la quantità di taluni ingredienti o categorie di ingredienti; la quantità netta dell’alimento;  il termine minimo di conservazione o la data di scadenza;  le condizioni particolari di conservazione e/o le condizioni d’impiego; il nome o la ragione sociale e l’indirizzo dell’operatore del settore alimentare; il paese d’origine o il luogo di provenienza ove previsto; le istruzioni per l’uso, per i casi in cui la loro omissione renderebbe difficile un uso adeguato dell’alimento; per le bevande che contengono più di 1,2 % di alcol in volume, il titolo alcolometrico volumico effettivo; una dichiarazione nutrizionale.
  2. Le modalità in cui le sostanze che possono provocare allergie devono essere dichiarate: figurando nell’elenco ingredienti con riferimento chiaro alla denominazione della sostanza, evidenziato con un carattere chiaramente distinto dagli altri ingredienti elencati.
  3. Laddove non esiste un elenco ingredienti è utilizzabile la frase “contiene….”
  4. Le sostanze che provocano allergie:  cereali contenenti glutine, crostacei e prodotti a base di crostacei, uova e prodotti a base di uova, pesce e prodotti a base di pesce, arachidi e prodotti a base di arachidi, soia e prodotti a base di soia, latte e prodotti a base di latte (incluso lattosio, frutta a guscio, sedano e prodotti a base di sedano, senape e prodotti a base di senape, semi di sesamo e prodotti a base di semi di sesamo, anidride solforosa e solfiti, lupini e prodotti a base di lupini, molluschi e prodotti a base di molluschi.

Detto questo si capisce che frasi come “può contenere tracce di….” “prodotto in uno stabilimento dove…..” “naturalmente privo di….” non sono normate e pertanto non possono fornire informazioni precise sulla sicurezza o meno di un alimento.

Quindi per quanto riguarda la presenza di glutine come dobbiamo comportarci?

Vi consiglio di consultare sempre il sito dell’Associazione Italiana Celiachia alla pagina http://www.celiachia.it/dieta/Dieta.aspx?SS=182 dove esiste un elenco dettagliato dei prodotti consentiti a rischio o vietati.

Nel caso trovassimo una frase del genere in un prodotto ritenuto sempre idoneo come ad esempio legumi o riso, non allarmiamoci, esiste una soluzione: il glutine sta all’interno del chicco pertanto basterà un esame visivo del prodotto, l’eliminazione dei chicci “sospetti”, ed infine un riscacquo con abbondante acqua corrente (http://www.celiachia.it/menu/faq.aspx?idcat=2&idfaq=97).

Nel caso la trovassimo invece in un prodotto ritenuto a rischio a quel punto non utilizziamolo e facciamo riferimento alle marche presenti nel Prontuario AIC o comunque a quelle che garantiscono l’assenza di glutine attraverso la modalità prevista dalla normativa.

 

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